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Si sa che per ogni umano di gatto il proprio felino è il più bello del mondo. Ma ci sono mici che, sullo schermo o nella storia, non si sono limitati ad acciambellarsi su un tappeto o a vuotare una ciotola, ma hanno fatto parlare di sé.
Orangey
Nel film "Colazione da Tiffany" del 1961 accanto a Audrey Hepburn e George Peppard compare un altro personaggio fondamentale: è Gatto, uno splendido micione rosso tabby che la protagonista definisce "povera creatura senza nome". Nel film Gatto salta sulle spalle del protagonista, sveglia la padrona mentre dorme, appare patetico sotto la pioggia, abbandonato in strada dalla sua umana, per poi trionfare tra i due innamorati nella iper-romantica scena finale. Ma nella realtà Gatto non era affatto senza nome, né tantomeno una povera creatura. Si trattava infatti di Orangey, la più famosa star felina del cinema e della tv americana. Orangey esordisce subito da protagonista nel 1951 con il film "Rhubarb", in cui è un gatto che eredita una fortuna colossale e acquista una squadra di baseball. Per quell'interpretazione Orangey fu il primo gatto vincitore del Patsy Award, l'Oscar destinato agli attori animali, che ottenne un'altra volta nella sua più che decennale carriera. Nonostante il musetto sparuto e lo sguardo languido Orangey rimane famoso tra gli addetti ai lavori per il suo pessimo carattere: appena poteva malmenava tutto e tutti, perfino Frank Inn, il suo addestratore. Ma una volta dato il ciak si trasformava in un grande attore. Al punto, sostengono i critici, da mettere in secondo piano i colleghi umani che lo affiancavano.

Pepper
Rimane negli annali come il primo gatto divo di Hollywood. Era una micia trovatella grigia che affiancò addirittura Charlie Chaplin in molti film muti. Fuggì subito dopo la morte del suo collega quattrozampe preferito, un alano di nome Teddy, e di lei non si ebbero più notizie.

Pyewacket
Fra i gatti più famosi del grande schermo, è il bellissimo siamese che interpreta l'importante ruolo di Cagliostro nel film "Una strega in paradiso", del 1958, accanto a Kim Novak e James Stewart. Per questo film nel 1959 ha vinto un Patsy Award.

Syn Cat
Micio siamese, protagonista di due film Disney: "L'incredibile avventura" (1963) e "F.B.I operazione gatto" (1965), apparizione che gli è valsa un Patsy Award. In "F.B.I. Operazione Gatto" Syn Cat interpreta il ruolo di D.C., un micio che aiuta un agente dell'F.B.I., per sua sfortuna allergico ai gatti, a risolvere l'intricato caso di una ragazza rapita. Di lui il suo addestratore, Dean Jones, dice: "Non lavorava per passione ma per il cibo: era molto furbo!" Il nome D.C. sta per Darn Cat, cioé maledetto gatto!

Elvis
Elvis è un micio fortunato. Dopo essere stato abbandonato ed essere finito in gattile è stato "scoperto" dall'addestratore Larry Madrid, che lo ha adottato e lo ha reso protagonista, nel 1997, del remake del film Disney "F.B.I. Operazione Gatto" al fianco di Christina Ricci. Larry ha visto subito nel micio grandi potenzialità artistiche, e di lui dice che "si muove come una star ed é una star!" Nel tempo libero Elvis ama correre e giocare con il suo tiragraffi, il suo cibo preferito è il pollo.

Philip
Philip era un bel micione che nel 1850 era stato imbarcato, per tenere compagnia al cuoco di bordo, sulla nave da guerra inglese Amethist, che batteva le acque del Mar della Cina. Ma una volta imboccato il Fiume Giallo la nave venne messa sotto assedio dalle forze cinesi e gli Inglesi a bordo rischiarono di passare davvero un brutto momento, anche a causa dei topi che infestavano la nave. In loro soccorso venne proprio Philip, che debellò i roditori salvando l'equipaggio dalla fame. Il suo intervento fu tanto importante da meritargli una medaglia al valor militare. Purtroppo la medaglia venne consegnata alla memoria, perchè il micio intanto era morto di indigestione. A Londra gli è stato dedicato un monumento, per ricordare assieme a lui tutti gli animali che in tempi di guerra hanno aiutato gli Inglesi.
Mrs Poodles
Fu il primo siamese ad essere presentato ad un'esposizione felina, in Inghilterra, nel 1871.
Patsy
Questa gatta venne immortalata assieme a Charles Lindbergh subito prima della sua storica trasvolata oceanica. Un francobollo spagnolo emesso nel 1930 la raffigura mentre assiste alla partenza dello Spirit of St. Louis per la prima traversata dell'oceano Atlantico.
Scarlett
In America è considerata un'eroina: nel 1996 per cinque volte si gettò tra le fiamme di un magazzino per salvare i suoi cuccioli rimasti intrappolati in un incendio.
Sugar
Percorse 1500 chilometri attraverso gli Stati Uniti per raggiungere i suoi padroni che si erano trasferiti e che, pensando di fare il suo bene, l'avevano affidato ai vicini di casa.
Tarawood Antigone
Questa micia burmese detiene il record per la cucciolata più numerosa: ebbe 19 gattini in una volta sola!
Towser
"Squametta" (cioè micia col pelo di tre colori) che nel 1997 entrò nel Guinness dei primati per il maggior numero di topi cacciati: circa 28.000!
Gattari celebri
Gli amici dei mici sono tanti, più di quel che si immagina. Inevitabile che fra questi ci siano anche innumerevoli vip. Eccone qualcuno.
Sir Isaac Newton
Scopritore della legge di gravità, era anche un appassionato gattofilo. Pare sia stato lui a inventare la gattaiola, la porticina basculante che permette ai gatti di entrare e uscire di casa a proprio piacimento, per agevolare i suoi innumerevoli mici nelle loro scorribande.

Ernest Hemingway
Boise, un bel gattone nero a pelo corto e piuttosto schivo, fu per anni il migliore amico di Hemingway durante i suoi soggiorni a Cuba. Lo scrittore amava moltissimo il suo micione, tanto da farlo apparire in un suo romanzo, "Isole nella corrente". Ma Hemingway amava tutti i gatti e ancora oggi nella sua casa di Key West (Florida), trasformata in museo, abitano i discendenti dei suoi mici, quasi tutti polidattili (cioè con più dita del normale). Se vuoi vedere i gatti di Hemingway clicca qui: http://www.hemingwayhome.com/HTML/our_cats.htm.
Samuel Johnson (letterato inglese, 1709 -1784)
Il Dottor Johnson aveva un gatto che amava teneramente. Si chiamava Hodge e di lui non si sa molto, neppure di che colore fosse, ma si sanno le cose essenziali: che era un bellissimo gatto e che era anche molto amato. Il suo padrone gli permetteva di sedersi a tavola con lui e gli serviva esclusivamente ostriche.
Edward Lear (scrittore e pittore inglese, 1812-1888)
Noto per quei versi brevi dedicati al nonsense chiamati limerick, quando dovette traslocare Lear si fece costruire la casa nuova identica in tutto e per tutto a quella vecchia. Questo per non stressare il suo anziano micione Foss.
Theodore Roosevelt (1858-1919)
Presidente americano dal 1901 al 1909, aveva un gatto di nome Slippers al quale era permesso partecipare ai pranzi ufficiali della Casa Bianca.
Colette (1873-1954)
La scrittrice francese non nascose mai il suo amore per i gatti, che in un modo o in un altro riusciva sempre a infilare nelle trame dei suoi racconti. Al suo "blu di Russia" dedicò nel 1933 un intero romanzo, "La Gatta", che ha come protagonista la gatta Saha. Resta famoso un episodio che coinvolse Colette e un randagio. Trovandosi in America e tornando da una festa, Colette incontrò un gatto per strada. Subito lo avvicinò e i due si miagolarono a vicenda per una buona mezz'ora. "Finalmente - commentò lei - ho trovato qualcuno che parla francese!"
Florence Nightingale (1820-1910)
Si sa che l'infermiera più famosa del mondo curava amorevolmente i militari inglesi feriti in battaglia. Quel che si sa di meno è che tra i suoi assistiti c'erano anche circa sessanta gatti randagi.
Sir Winston Churchill (1874-1965)
Lo statista inglese aveva un gatto di nome Nelson che, stando a lui, era meglio di una borsa dell'acqua calda e faceva risparmiare sul riscaldamento. Molti gattari possono confermare!
Théophile Gautier (Poeta, critico teatrale, narratore francese, 1811-1872).
Da buon artista romantico ed esteta, Gautier era profondamente innamorato dei gatti, che lo affascinavano con tutto il loro essere. Alla sua numerosa colonia felina casalinga l'artista dedicò un libro, Ménagerie Intime, del 1860, pieno di pagine commoventi sui suo amatissimi a-mici.
Tra questi ricordiamo la bianca e rossa Madame Théophile: la gatta, che lo scrittore considereva la propria "tata", era abituata a mangiare prendendo il cibo direttamente dalla forchetta del suo umano, inoltre la micia aveva un suo posto fisso a tavola e spettava a lei il compito di accogliere i numerosi ospiti del padrone.
Gautier si fidava molto dei suoi gatti e accettava di stringere amicizia solo con quelle persone che risultassero simpatiche anche ai mici.
Whitney Houston
La cantante americana non si separa mai dai suoi amici miagolanti: per contratto accetta di andare solo in alberghi che non neghino l'accesso ai suoi gatti.
Rosa Luxenburg (politica, 1871-1919)
Fra le prime donne politiche, cofondatrice del partito socialdemocratico nel regno di Polonia e Lituania, era legatissima alla sua adorata gatta Mimì. Sì considerava la sua mamma e, dalla prigione nella quale fu arrestata, non mancava mai di farle ricevere piccoli premi e squisitezze varie.
Drew Barrymore (attrice)
Nel suo testamento ha espresso il desiderio, nel caso dovesse morire prima del suo gatto, di essere cremata, e che le sue ceneri vengano mescolate alla pappa del micio, in modo da continuare a vivere in lui.
Anna Magnani (attrice, 1908-1973)
Fra le più grandi attrici italiane, era anche una grande gattara. Si occupava in ogni momento libero di mici randagi e ha fatto moltissimo per aiutare le colonie feline di Roma.