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Fermo restando che, quando possibile, è importantissimo che i gattini non vengano sottratti alla mamma prima dei due mesi, meglio ancora prima dei tre, per favorire la loro socializzazione e il loro equilibrio psicologico, purtroppo capita spesso che si trovino gattini molto piccoli rimasti orfani.
Non è facile riuscire a far sopravvivere un gattino appena nato, anzi, tutt'altro; questo è bene tenerlo a mente, per evitare inutili sensi di colpa qualora il piccolo non dovesse farcela.
In ogni modo riportiamo qui di seguito qualche indicazione utile per portare le prime cure alla piccola creatura, le quali non devono prescindere dalla visita e dal consiglio del veterinario.
Innanzitutto, un gattino molto piccolo, parliamo di neonati, deve essere assolutamente tenuto al caldo, precisamente ad una temperatura di 38,5 gradi, ossia la temperatura corporea dei gatti. Fino a tre settimane di vita i gatti non posseggono la regolazione encefalica della temperatura, quindi, non producendo calore, possono morire anche se coperti da coperte di lana o quant'altro. L'ideale è mettere il cucciolo in una scatola di cartone non tanto larga quanto alta, per evitare che possa involontariamente scappare, sul cui fondo si deve deporre uno strato di carta di giornale e, sopra a questo, un altro strato di fogli di carta da cucina o panni di cotone. No alla lana perché irrita la cute del cucciolino. Per mantenere la temperatura, l'ideale è un cuscino termico posto fra il giornale e i panni di cotone o carta e mantenuto alla temperatura minima, onde evitare di ustionare il piccolo. Poiché non è un oggetto sempre immediatamente disponibile, si può ovviare con una boule dell'acqua calda o una bottiglia da litro e mezzo di plastica infilate in un calzettone, ricordandosi di sostituire l'acqua ormai raffreddata ad ogni poppata.
Il cuscino termico, così come la boule non devono occupare tutto il fondo della scatola, perché è importante lasciare al gattino la possibilità di allontanarsi un pochino dalla fonte di calore qualora questo fosse eccessivo. Un pelouche e/o una sveglia con ticchettio, collocata in modo che il piccolo non ci sbatta contro e si faccia male, possono aiutarlo a sentirsi meno solo.
In merito all'alimentazione, per la prima settimana di vita il cucciolo va alimentato ogni due ore, giorno e notte, per una quantità di latte che va dai 2,5 ai 5 ml. Per le dosi in età successiva basta una telefonata al veterinario che potrà consigliare efficacemente.
E' bene allattare il piccolino con un biberon per gattini o una siringa, chiaramente senza ago e in questo secondo caso è fondamentale non premere troppo energicamente lo stantuffo, perché si corre il rischio di soffocare il gattino sparandogli in gola un quantitativo di latte eccessivo. Il latte deve uscire dalla siringa ad una goccia per volta. Mentre lo si allatta il piccolo deve essere tenuto in posizione prona (a pancia in giù): non è un bambino, quindi deve mantenere la stessa posizione che assumerebbe prendendo il latte dalla madre.
Il latte per gattini è reperibile nelle farmacie o nei pet shop, tuttavia, in caso di emergenza, riportiamo una semplice ricetta (fonte www.micimiao.it) per preparare un ottimo pasto per un micino affamato che deve recuperare le forze: 200 ml di latte vaccino intero o di capra; 1 o 2 cucchiaini di panna da cucina; un tuorlo d'uovo, che va separato delicatamente dall'albume e aspirato con una siringa, questa volta con ago, facendo attenzione a non aspirare la pellicina che lo ricopre; un cucchiaio da minestra di Meritene gusto vaniglia, una polvere ad alto contenuto energetico reperibile in farmacia, in questo caso utile, ma non indispensabile. Si sbatte insieme il tutto, in una bottiglia o un biberon per bambini, e si ripone in frigo per tre, massimo quattro giorni, scaldando di volta in volta solo la quantità utile.
Generalmente, come avviene per i bambini, dopo il pasto il micino deve liberare l'intestino. Se le feci sono molle e gialline può essere necessario dimezzare la quantità di uovo e panna, per preparare un pasto un po' meno energetico.
Per aiutarlo occorre stimolarlo riproducendo i gesti della madre, che lecca il pancino dei suoi piccoli, specie in zona perianale, per stimolare l'evacuazione. Si può inumidire un batuffolo di cotone, strizzato, con acqua tiepida e massaggiare il pancino con movimenti circolari.
Per favorire il suo benessere fisico e sociale, è importante coccolare molto il gattino. L'odore delle mani che lo allattano e lo accarezzano molto spesso sarà per lui fonte di rassicurazione. Tutto quanto detto finora va comunque fatto mantenendo i contatti con il veterinario al quale rivolgersi per ogni anomalia riscontrata, ad esempio se il piccolo fosse poco reattivo o vitale. Se l'umano che si è assunto il compito di fare da madre al piccolo sopravvive ad una settimana/dieci giorni di allattamento intensivo, potrà avere la gioia di un rapporto unico e irripetibile, in quanto, come detto inizialmente, mantenere in vita un micio neonato è molto difficile, ma non impossibile.
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